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APPROFONDIMENTO SULLA MEDITAZIONE

L’attenzione al respiro
La forma di meditazione più nota è sicuramente la concentrazione sul respiro. Porto la mia attenzione su qualcosa che faccio in automatico da quando sono nato: c’è aria che entra e che esce dalle mie narici. Se non vado in automatico, se so cosa sto facendo, questo mi lega al presente e impedisce alla mente di giocare coi ricordi del passato o con le speranze del futuro.

La fissazione
Fissazione significa  guardare acutamente un oggetto. Utilizziamo qualcosa che ci piace, ad esempio la fiamma di una candela: la mettiamo grosso modo all”altezza dei nostri occhi alla distanza di circa un metro e mezzo. In sessioni brevi ma frequenti la fissiamo acutamente.

Quando fissiamo molto intensamente, l’onda dei pensieri rallenta, sembra addirittura che scompaiano. Ma appena rilassiamo lo sguardo i pensieri ritornano. Impariamo così a riconoscere l’alternarsi di stato calmo e movimento dei pensieri.

Inoltre ci abituiamo ad osservare i pensieri. Non li combattiamo ma non ci facciamo distrarre da loro. Quando abbiamo imparato a osservarli, i pensieri perdono il potere di trascinarci via. E cominciamo anche a notare una cosa molto interessante: i pensieri così come arrivano se ne vanno. Compaiono dal nulla e svaniscono nel nulla.

Osservare le nostre idee
Meditare significa anche riflettere, ragionare attentamente su qualcosa. Lo scopo principale della meditazione in questo caso è scoprire quali idee abbiamo su noi stessi e sugli altri. Alcune risalgono all’infanzia, altre mi hanno aiutato a vivere in circostanze che oggi non esistono più, altre ancora le ho assorbite dalla famiglia, dalla scuola, dalla televisione. Non le ho mai esaminate, forse neanche so di averle. Eppure mi condizionano.

La tradizione buddhista – e ricordiamocelo, Buddhismo vuol dire scienza della mente – ci spiega passo dopo passo in che modo procedere se vogliamo liberarci delle idee che ci condizionano. Impariamo ad allenare la mente come si allena un atleta, con obiettivi ambiziosi.

Ci alleniamo ad essere persone serene, aperte, generose, con cui è un piacere avere a che fare perché ci siamo lasciati alle spalle la competizione, la rabbia e l’autosvalutazione.